casale di roma vecchia

PERCHÉ ROMA VECCHIA?

Il nome Roma Vecchia deriva dall’immenso numero di rovine presenti nella zona che aveva fatto ipotizzare la presenza di un’altra città. Si credette che la zona corrispondesse addirittura con l’antica città di Roma, costruita al lato dell’attuale Urbe.

Nel corso dei secoli l’espressione Roma Vecchia venne usato per indicare distinte aree. Dal 1700 era usato il termine per indicare un’area molto vasta compresa fra la Via Appia e la Via Tuscolana fra il V ed il VI miglio di entrambe le Vie.

Alla fine dell’Ottocento si iniziarono ad adottare i nomi Roma Vecchia di Frascati e Roma Vecchia di Albano per indicare due aree divise idealmente dalla via Latina rispettivamente la zona verso la Tuscolana e la zona verso l’Appia.

LA STORIA DEL FONDO

La zona faceva parte dei possedimenti imperiali già dalla metà di I  secolo d.C.. Nel II sec. d.C. l’area della villa dei Quintili, divenne di proprietà dell’imperatore Commodo che fece giustiziare i suoi proprietari S. Quintiliano Condiano e S. Quintiliano Valerio Massimo, per ingrandire le sue proprietà lungo la via Latina oppure per intolleranza religiosa.

Gli studiosi individuano quest’area nel latifondo Costantiniano che passò poi fra le proprietà della Chiesa, come nel caso del Fundus Bassi, donato da Costantino al Battistero Lateranense dopo la vittoria nella Battaglia di Ponte Milvio nel 312 d.C. contro Massenzio, ottenuta anche grazie all’intervento militare dei Cristiani.

PROPIETARI DEL CASALE

Il Casale divenne di proprietà della famiglia Torlonia dal 21 Marzo del 1797, quando il Principe Giovanni Torlonia acquistò la Tenuta di Campo di Bove dall’Ospedale di S. Giovanni, un’area che comprendeva i territori di Arco di Travertino, Statuario, Torre Spaccata, Sette Bassi, Roma Vecchia e Quadraro.

Con il Regio Decreto del 25 gennaio 1921 venne ridotta la tenuta e venne decurtata dell’area comprendente fra la via Casilina e la via Tuscolana. In seguito venne ridotta ulteriormente la proprietà.

SITUAZIONE STRATEGICA

L’edificio venne costruito su di una zona strategica fra gli Acquedotti Claudio- Anio Novus e gli Acquedotti Marcio-Tepula-Iulia e il Moderno Acquedotto Felice, fiancheggiante l’attuale Viale Appio Claudio; era preceduto dalla Torre su Cisterna costruita con nicchie,  situata a 500 metri circa a Nord dell’edificio, dove era collocato un corpo di guardia a difesa del casale.

STRUTTURA DEL CASALE

Costruita in muratura in peperino alternata con scaglie di selce e marmo è costituito da un torrione fiancheggiato da due speroni. Il corpo originario a pianta rettangolare, subì numerosi cambiamenti, vennero difatti aggiunte attorno alla corte successive strutture moderne.

DENTRO IL CASALE

Il casale ingloba all’interno del terrapieno e nelle murature perimetrali i resti di una villa di età imperiale, che potrebbero far parte di alcuni ambienti della vicina villa romana fra la Marrana e l’Acquedotto Felice. Si ipotizza che il casale dopo aver vissuto un periodo di abbandono, durante il quale avvennero dei crolli, venne ricostruito.

Proseguendo lungo il lato sud-est troviamo un grande portale che da acceso alla coorte ed alcuni edifici come la cappelletta prospiciente l’edificio. Nella facciata del muro esterno, a suo interno possiamo vedere due nicchie che ospitavano originariamente due blocchetti di marmo che furono probabilmente trafugati. Dinnanzi al portale del Casale esisteva sino gli anni 40 un laghetto, facente parte di un’ansa dell’antico letto dell’acqua Mariana.

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Casali

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Casale del Sellaretto

CASALE DEL SELLARETTO