aqua felix

L'acquedotto del Papa

Arrow
Fontana di Piazza San Simeone

CAMPITELLI

Acqua Marcia

PORTA FURBA

Fontana di Piazza San Simeone

SAN SIMEONE

Acqua Tepula

CINQUE SCOLE

Acqua Iulia

ARA COELI

Fontana di Piazza San Simeone

FONTANE DEL FELICE

ROMA SENZA ACQUA

Dopo i danni subiti nel 537 da parte dell’esercito di Vitige, gli acquedotti romani cadono in disuso e la città intera rimane per oltre mille anni pressoché priva di condotte d’acqua, tornando a utilizzare quella del fiume Tevere, assai poco salubre.

Nel frattempo, come sappiamo dalla storia, il vuoto di potere lasciato dall’impero romano viene progressivamente colmato dall’ascesa della Chiesa cattolica, con il continuo consolidamento ed espansione dello Stato Pontificio.

PAPA SISTO V

Perché si torni a parlare di grandi acquedotti romani occorre attendere la seconda metà del XVI secolo, quando Sisto V al secolo Felice Peretti decide di realizzare un moderno acquedotto cui dà il suo nome, Acqua Felix appunto.

Il papa acquista a proprie spese le sorgenti da Marzio Colonna duca di Zagarolo, ed affida la realizzazione dell’opera ai maggiori esperti dell’epoca tra i quali il suo architetto di fiducia Domenico Fontana, che la porta a termine in meno di due anni, tra il 1585 ed il 1587.

SPOLIAZIONE

Per farlo gli uomini di Sisto V si servono senza troppi scrupoli di materiali e strutture appartenenti agli acquedotti romani. In particolare le vecchie arcate dell’Acquedotto Marcio vengono in più punti troncate per fare da appoggio al nuovo acquedotto, più basso, e le pietre distrutte usate nella costruzione del condotto in calcestruzzo.

SPOLIAZIONE A CAPANELLE

Tutto questo è bene osservabile nell’area del Parco degli Acquedotti: entrando da Via delle Capannelle e camminando sul lato sinistro del parco, lasciando a destra le arcate del Claudio, si nota a un tratto la grigia sagoma semicilindrica dell’Acqua Felix emergere dal terreno, inizialmente ricoperta dalla vegetazione, e salire progressivamente.

PIRAMIDI

Il tracciato dell’Acqua Felix è segnato dalla presenza di cippi di forma piramidale che emergono dal suolo

ARCATE

Presso il laghetto alle spalle del Casale di Roma Vecchia diviene evidente la sovrapposizione ai blocchi di peperino dell’Acqua Marcia, le cui arcate affiorano di pochi metri dal suolo.

arcate

STRUTTURA

Proseguendo, le arcate crescono in altezza e seguono l’andamento ondulato della vallata. Anche in questo tratto sono evidenti i diversi materiali e tecniche costruttive che caratterizzano la struttura dell’acquedotto: ai blocchi squadrati dell’Acqua Marcia si alternano parti in laterizio, calcestruzzo ed anche inserti in “opus reticolato”; quest’ultimo era largamente usato nel I e II secolo nella realizzazione di muri esterni di ville, tombe ed altri edifici importanti della Roma imperiale. Non a caso in questa stessa parte del parco sorgeva la Villa delle Vignacce, databile tra il 125 e il 130, di cui restano visibili alcuni ambienti ed in particolare una cisterna ben conservata proprio a ridosso dell’acquedotto.

Cisterna

AQUA FELIX

PER

COR

SO

 

\

SORGENTE

Pantano Grifi

\

NEL PARCO

\

TOR FISCALE

Più avanti le arcate vanno a intersecare quelle dell’acquedotto Claudio presso la Torre del Fiscale, nella zona del parco omonimo nota anche come campo barbarico.

 

\

PORTA FURBA

Giunto nei pressi di Porta Furba, attraversa l’area monumentale immettendosi lungo la via del Mandrione.

\

PORTA MAGGIORE

Dopo aver attraversato il Parco degli Acquedotti, passando per l’attuale zona del Mandrione giungeva presso la Porta Maggiore, per poi continuare verso l’odierna Via Manzoni e Principe Umberto dove incontrava una piscina di depurazione.

Arrow
Acquedotti

ACQUEDOTTI

Acqua Iulia

AQUA IULIA

Percorso Anio Vetus

ANIO VETUS

Acqua Claudia

AQUA CLAUDIA

Acqua Marcia

AQUA MARCIA

Anio Novus

ANIUS NOVUS

Acqua Tepula

AQUA TEPULA