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DEL Casale del Fiscale

L’AREA DI TOR FISCALE

L’area di Tor Fiscale rappresenta uno dei settori più significativi del Parco degli Acquedotti, in un paesaggio che fin dall’antichità si definisce per la compresenza di grandi infrastrutture idrauliche e viarie. In questo punto convergono infatti le linee di Anio Vetus e Novus, Aqua Marcia, Tepula, Iulia e Claudia, ma soprattutto il tracciato della Via Latina, una delle direttrici più antiche del suburbio romano, lungo la quale si disponevano sepolcri, impianti produttivi, luoghi di sosta e residenze di carattere suburbano.

LA VILLA SI COLLOCA DUNQUE IN UN NODO TERRITORIALE DI ECCEZIONALE DENSITÀ, NEL QUALE LA PRESENZA DEGLI ACQUEDOTTI E QUELLA DELLA STRADA ANTICA CONCORRONO INSIEME A SPIEGARE LA QUALITÀ E LA CONTINUITÀ DELL’INSEDIAMENTO.

IL COMPLESSO ARCHEOLOGICO SOTTO IL CASALE

In questo contesto si colloca il complesso archeologico individuato al di sotto del casale, le cui strutture moderne si impostano direttamente sulle murature antiche, riutilizzandone in parte le fondazioni e conservandone tracce significative nell’organizzazione degli spazi. Le indagini archeologiche condotte tra il 2006 e il 2007 hanno messo in evidenza una stratificazione articolata, con tre principali fasi di frequentazione — romana imperiale, medievale e moderna — che documentano la continuità d’uso dell’area.

Impluvium Di Una Villa A Pompei

IL SETTTORE TERMALE DELLA VILLA

Le strutture più antiche appartengono a un complesso di età imperiale, interpretabile come parte di una villa suburbana, di cui è stato messo in luce in particolare il settore termale. L’ambiente principale è costituito da un ampio vano biabsidato, identificabile come calidarium, ossia il locale destinato ai bagni caldi all’interno dell’impianto termale. Si tratta dello spazio che raggiungeva le temperature più alte  del complesso, progettato per mantenere temperature elevate e costanti, funzionali alle pratiche di immersione e sudorazione tipiche della cultura termale romana.

In questo ambiente sono stati riconosciuti gli elementi caratteristici del sistema di riscaldamento a ipocausto: tubuli fittili inseriti nelle pareti, suspensurae in mattoni bessali e piano di posa in laterizi bipedali. Il calore, prodotto da un forno (praefurnium), circolava sotto il pavimento rialzato e risaliva lungo le pareti attraverso i tubuli, creando una distribuzione uniforme dell’aria calda.  A nord del vano principale è stato individuato un ambiente pavimentato in mosaico bianco con incorniciatura nera e motivo geometrico centrale, dotato di un tombino in marmo. La presenza di questo elemento indica un sistema di drenaggio delle acque e suggerisce una possibile relazione con spazi scoperti o ambienti di servizio collegati al settore termale.

GLI AMIBIENTI MERIDIONALI ED IL SISTEMA IDRAULICO

Nell’area esterna meridionale sono stati messi in luce diversi ambienti costruiti con tecniche murarie differenziate. Uno di questi, caratterizzato da una pavimentazione in parte in mosaico e in parte in cocciopesto, presenta un foro per l’alloggiamento di un tubo di adduzione, elemento che consente di interpretarlo come una vasca, probabilmente inserita nel sistema idraulico dell’impianto.

La varietà delle tecniche costruttive — opera reticolata, laterizia e mista — è accompagnata dalla presenza di rivestimenti parietali a intonaco e di pavimentazioni in mosaico e lastre marmoree, a testimonianza del livello qualitativo del complesso.

Impluvium Di Una Villa A Pompei

FASI EDILIZIE E CONTINUITÀ INSEDIATIVA

Alcuni elementi, tra cui i bolli laterizi attribuibili alle officine dell’imperatore Massenzio, indicano una fase di utilizzo o di ristrutturazione del complesso nel IV secolo d.C., suggerendo una lunga durata dell’impianto in età imperiale.

Le strutture messe in luce rappresentano verosimilmente solo una parte del complesso originario, riconducibile al settore termale, mentre il nucleo residenziale doveva estendersi oltre l’area attualmente indagata. In età medievale il casale si imposta direttamente sulle strutture romane, riutilizzandone le murature e contribuendo alla conservazione, seppur parziale, dell’impianto antico.

Il sito si inserisce così pienamente nel sistema delle ville suburbane sviluppatesi lungo la Via Latina e nel paesaggio del Parco degli Acquedotti, in stretta relazione con le infrastrutture che ne hanno determinato la posizione e la continuità nel tempo.

 

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