FONTANA

DI PORTA FURBA

ORIGINI

La Fontana di Porta Furba detta anche inizialmente Fontana Bella è una fontana situata a Porta Furba fra gli Acquedotti Marcio, Claudio, Anius Novus all’altezza di Via Tuscolana. Fu realizzata per volere di Papa Sisto V come una delle tre mostre dell’Acqua Felix per celebrare il ripristino idrico nella città di Roma. Venne pensata come luogo per trovare refrigerio dal lungo cammino, per i viaggiatori che si accingevano ad entrare presso la città di Roma venendo da fuori.

La fontana fa parte di un gruppo di tre fontane appositamente pensate per i viaggiatori che entravano a Roma passando per le Vie Consolari. Le altre due erano situate lungo la Via Casilina e lungo la Via Tiburtina, e purtroppo non sono non è più possibile vederle perché sono andate distrutte.

La fontana che oggi possiamo ammirare non è però la fontana originale, ma è la rivisitazione del ninfeo originale.

L’odierna Fontana venne restaurata nell’anno 1733 per volontà di Papa Clemente XII Corsini probabilmente progettata da Luigi Vanvitelli, in seguito della situazione di degrado, dovuta all’uso.

Mascherone alato con conchiglia

La fontana venne realizzata in travertino, addossata su di una parete con mattoni lisci che formano un muro a cortina, circondato da una cornice in marmo, culminanti in una grande cornice arcuata su cui lati sono collocate due sfere.

L’acqua zampilla dalle fauci un Mascherone bacchico, dotato, di alcune particolari ali di Pipistrello, una curiosità che possiamo ritrovare anche nei cavalli della Fontana di Trevi, che anch’essi sono dotati di ali di pipistrello. Non un particolare indifferente se pensiamo che la fontana di Trevi venne realizzata per volere dello stesso Papa Clemente XII che ordinò il a sua volta il progetto della fontana di Porta Furba.

Fontana di Trevi

L’acqua viene infine raccolta da una conchiglia che funge da catino, per ricadere a sua volta nella grande vasca posizionata al di sotto.

In cima al mascherone troviamo lo stemma della famiglia Corsini, sormontato dal cappello cardinalizio e sopra l’iscrizione dedicatoria del restauro, contenuta in una cornice trapezoidale quando Papa Sisto V al Secolo Felice Passerini era Cardinale e Presidente delle Acque, che recita:

 

Sopra l’iscrizione spicca la tiara e le due chiavi che costituiscono lo stemma papale. Al lato della fontana esisteva una garitta, un piccolo edificio adibito al controllo delle merci che giungevano dai castelli, lungo il corso della Marrana, per evitare il contrabbando.

Nel 1897 la fontana venne restaurata, si decise di abbassare la vasca inferiore per facilitarne l’accesso ed evitare così eventuali rotture indesiderate, e di aggiungere cinque scalini al di sotto della vasca.

 

CLEMENS PAPA XII FONTEM AQVAE FELICIS IAM DIV COLLAPSVM PVBLICAE RESTITVIT COMMODITATI FELICE PASSERINO C.A.C. ET AQVARVM PRAESIDE ANNO DOMINI MDCCXXXIIII

 

“Papa Clemente XII Restituì al pubblico la fonte dell’Acqua Felice, chiusa per lungo tempo, realizzata dal Cardinale Felice Passerino e Presidente delle Acque. A. D. 1733”

Fontana di Porta Furba

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